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In onda sul satellite ARCOIRIS canale 916 di SKY martedì 04/12/2007 ore 21.30
SAN POLO d'ENZA (RE, 26 apr. 2006) - "Io sono figlia di un partigiano, mio padre mi ha trasmesso quello ha vissuto e io mi sono sempre chiesta come trasmetterlo ai giovani non in modo retorico. E credo che chi ha costruito questo documento ci sia riuscito pienamente. Questo documentario è un gesto per la pace". Anche Sonia Masini presidente della provincia ha partecipato assieme ad almeno trecento persone, lunedì scorso, alla proiezione del film-documentario "Abbasso il duce" la memoria della Resistenza a San Polo, realizzato da Marco Righi e Cosimo Bizzarri e prodotto da Lodovico Bonfatti per il Circolo Arci Indiosmundo con il patrocinio del Comune di San Polo, la collaborazione di Istoreco e dell'Anpi, di Ivo Mareggini e Lorenzo Belardinelli. La sala polivalente era stracolma di persone accorsa ad ascoltare le testimonianze inedite di dodici sampolesi che nel periodo della guerra sono stati coinvolti nella battaglia per la conquista della libertà. Tra il pubblico erano presenti anche quasi tutti gli intervistati: Antonio Alessi, Elide Bertani, Giuseppe Conti, Alfio Giglioli, Carlo Mattioli, Renzo Mazzieri, Sesto Mercati, Rositta Rocchi, Cesare Rota, Mario Sulpizio, Giuseppina Violi (Libero Rubaltelli è deceduto). "Un paese senza memoria è un paese senz'anima - ha ribadito Milena Mancini sindaco di San Polo d'Enza - e per questo abbiamo voluto raccogliere le testimonianze di persone che hanno vissuto la Liberazione e la Resistenza per raccogliere una memoria e insieme riviverla e condividerla. Questo documentario è un punto di incontro tra due generazioni: una generazione che ha dovuto fare una scelta di grande impegno civile e una generazione di giovani che a distanza di 60 anni ha raccolto ed espresso molto bene queste testimonianze". Dal documentario emerge che proprio a San Polo i quadrimotori della RAF fecero il primo bombardamento aereo per distruggere la cabina elettrica dell'Adamello che forniva energia anche alla città. Grande spavento generò nei sampolesi quel bombardamento che causò la morte di tre persone. "Noi abbiamo combattuto contro il fascismo ma combatteremmo contro tutte le dittature per difendere la libertà" ha affermato Mario Sulpizio, uno dei partigiani intervistati.
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